Ci sono storie che affogano nel mare, altre che vengono travolte dal deserto e altre che cadono nell’oblio.
Si deve a due solitari ricercatori la ricostruzione dell’assassinio, seguito da un processo “politico”, di un polesano “colpevole” di appartenere ad un Circolo che in quegli anni cercava di contrapporsi alla “stagione nera” che avrebbe “affondato l’Italia”.
Giacomo Matteotti pagherà con la vita per aver denunciato in Parlamento le violenze compiute dalle milizie fasciste.
Tra quei “caduti” egli onorava anche il polesano Luigi Masin.
A cento anni da quell’assassinio e da quel processo un piccolo contributo di restituita memoria.
Pier Antonio, Roberto, Carlo, Tiziano
