VI Domenica dopo Pasqua

C’è una relazione ferita testimoniata dalla Bibbia, la cui rilettura può sorprendere.

Abramo e Sara, cui è stato promesso “un popolo numeroso come le stelle”, sono anziani e senza discendenti. Abramo, su suggerimento della moglie si “accosta” alla schiava Agar.

Il figlio successivamente nato da Sara suscita una forte rivalità tra le due donne.

Così termina l’autore del testo inviato: Le vicende di Isacco e Ismaele ci rivelano come i contrasti tra i genitori – Abramo, Sara e Agar – possano influenzare la qualità del rapporto tra fratelli che, a causa delle tensioni familiari, sono privati della possibilità di crescere e vivere insieme.
Eppure, nonostante tutto, Isacco e Ismaele possono prosperare sotto il segno di una benedizione condivisa, anche se diversa, ed essere dei buoni vicini, generazione dopo generazione.
Infatti, secondo la tradizione della Bibbia (ma anche del Corano), dietro i personaggi di Isacco e Ismaele ci sono due popoli così lontani, così vicini come gli Israeliti e gli Arabi, che, posti gli uni accanto agli altri nella terra su cui abitano, possono scoprire una radice comune come figli di Abramo, benedetti dallo stesso Dio.

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