«Dio disse a Giona: “Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?”.
Egli rispose: “Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!”.
Ma il Signore gli rispose: “Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventi mila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?”» (Gn 4,9-11).
«Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra» (Mt 12,40).
Un libro del Primo testamento e un riferimento di Gesù nel Secondo Testamento presentano un personaggio particolare: il profeta GIONA Michelangelo lo pone in una posizione centrale nella Cappella Sistina.
Proponiamo due percorsi di lettura di questo dipinto che contiene un sorprendente messaggio di smascheramento pasquadei ricorrenti Giona/suprematisti.
