Sempre più frequentemente succede di interrogarci su quanto la pandemia abbia contribuito
a rendere le chiese sempre più vuote.
Molti attribuiscono al Concilio (1962-1965) il declino della cristianità.
Tra lo smarrimento dei tradizionalisti e l’impazienza degli innovatori
può inserirsi una riflessione di ampio respiro
che non ci rinchiuda in risposte autoconfermative?
