È sorprendente che una ragazza dodicenne nel “buio Medioevo” si ribelli ai genitori,
che già avevano deciso il suo destino, (oggi si parlerebbe di “sposa bambina”)
con queste parole:
“Io sono già sposata
e la mia cella non sarà fatta di pietre o di legno,
ma di autoconoscenza”.
Dopo aver attraversato il buio dell’anima, il suo Complice ne aprirà il significato:
“Sappi, figlia mia,
che io sono Colui che è,
e tu sei quella che non è”.
Mirabile è il profilo che Carlo Folchini ci propone
di questa militante del fuoco dell’anima.
